Copyright. All Rights reserved by Elisa des Dorides

quadrato

Teho Teardo, Music for Wilder Mann @Mole Antonelliana

{

In un sabato sera piovoso e immerso nei primi freddi, a Torino la Mole Antonelliana diventa un rifugio musicale. Nel museo del cinema, per la rassegna Soundframes, suona Teho Teardo in occasione del World Day for Audiovisual Heritage 2018. Music for Wilder Mann è il titolo del cocnerto che prende ispirazione dall’ultimo libro fotografico del francese Charles Freger.

La sala è illuminata dai monitor del museo del cinema che proiettano spezzoni di film e il pubblico si appresta a godersi lo spettacolo sulle poltrone che permettono di distendersi e guardare fino alla punta della Mole.

Una visione ad imbuto, una vertigine verso il cielo musicata da Laura Bisceglia e Giovanna Famulari ai violoncelli, Ambra Chiara Michelangeli alla viola e Teardo ai suoi strumenti elettronici. Al lato, nel proiettore, si susseguono le fotografie di Freger, imponenti e vive, come i protagonisti dei suoi scatti.

Quello descritto dal linguaggio sonoro-visivo in contemporanea è un paganesimo di ritorno alle origini, di totale fusione con la natura. Alle spalle scorrono le scene di film horror cult mentre il folk selvaggio e ancestrale si impossessa dell’atmosfera. La chitarra è un’entità nel bosco che vaga, ora lenta, ora aggressiva, scruta i vecchi volti del verde dimentichi della civiltà. La distorsione sale piano, si gonfia aumentando di intensità, gratta via le scorse del buio in sala e illumina palesandoci un mondo altro e lontano. Gli archi dolci ora indugiano, ora sciolgono, ora feriscono.

C’è chi chiude gli occhi, chi si è fatto catturare e guarda la sua anima volteggiare a mezz’aria.

Teardo spezza i brani parlando un poco, scherza sul fatto che spesso siamo spaventati da ciò che non conosciamo ed è diverso da noi. A pensarci bene, invece, le entità bancarie sanno essere molto più inquietanti di tutto il resto.

Tutto torna, conoscenza e fuga, rifugio altrove. La natura può essere quel rifugio? Il senso della rarefazione ricamata dal suono è lasciato all’ascoltatore, il quale decifrerà dissonanze estreme e dolcissime armonie.

 

 

 

 

 

eyJpdCI6IldpbGRlciBNYW5uIGRpIENoYXJsZXMgRnLpZ2VyIn0=eyJpdCI6IldpbGRlciBNYW5uIGRpIENoYXJsZXMgRnLpZ2VyIn0=eyJpdCI6IldpbGRlciBNYW5uIGRpIENoYXJsZXMgRnLpZ2VyIn0=eyJpdCI6IldpbGRlciBNYW5uIGRpIENoYXJsZXMgRnLpZ2VyIn0=eyJpdCI6IldpbGRlciBNYW5uIGRpIENoYXJsZXMgRnLpZ2VyIn0=eyJpdCI6IldpbGRlciBNYW5uIGRpIENoYXJsZXMgRnLpZ2VyIn0=
Create a website