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Kel Assouf - Black Tenere

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Blues contaminato da rock arabo e artista che viene dal Nord Africa: la somma delle due cose riporta immediatamente a Tinariwen e Bombino. E va bene, ma il gruppo Kel Assouf sa come distinguersi e non incendiare il deserto a suo modo. Sì perché il loro è un vero e proprio assalto di riff e percussioni serrate vibranti di un’energia al limite col noise.
Il chitarrista nigeriano Aboubacar "Anana" Harouna forma il suo gruppo nel 2006 a Bruxelles. Kel Assouf in lingua Tuareg significa “quelli della nostalgia”. E allora si comprendono quelle scosse elettriche che nascono dai bassi generosi hanno le forme della nostalgia per le sinuose dune e per gli immensi cieli stellati del Sahara.  Come nella distesa di arpeggi di Tamatant e in Taddout, dove l’hammond risveglia la poesia, assoluta e viscerale che la voce riporta a ritmo concreto.
Black Tenere è, però, anche e soprattutto impasto grintoso di passi tribali ingolfati di spilli funky, echi hard rock in direzione blues. In Alyochan e in America, ad esempio, si è travolti dall’ossessività ritmica che spazio fino ad incontrare panorami psichedelici.
Deserto è nascita, fonte e ricerca. Oltre quelle dune che l’etno-rock attualmente sa musicare, ci sono altri orizzonti di scoperte favorevoli. I Kel Assouf si sono messi in marcia, vediamo fin dove arrivano.

 

Data pubblicazione
Febbraio 2019

 

Etichetta
Glitterbeat

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