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Stregoni, il progetto
La musica come commistione e rinascita umana

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Il sound dell’europa di oggi si chiama Stregoni. È il sound che unisce e sfata falsi miti, è il rap delle jam session nate dall’improvvisazione e dalla condivisione. Stregoni è la band che fa suonare i migranti di tutta Europa, pensata dal batterista e beatmaker Gianluca Taraborelli - aka Johnny Mox - e il polistrumentista Marco Bernacchia  - Above the Tree.

Tutto è nato andando in giro per centri di accoglienza e accampamenti vari radunando oltre 1000 ragazzi e coinvolgendoli in spettacoli.

 

Una band itinerante e mutevole che accorda le sue prime note grazie allo smartphone.

Il device tanto demonizzato ha anche delle funzionalità nobili. La session è organizzata secondo improvvisazione: i musicisti arrivano con i loro strumenti, chiedono che venga riprodotta la musica che i migranti hanno nel cellulare e, sulla base di quelle melodie, si inizia a cantare e suonare tutti insieme. Si mischiano voci, si mescolano ritmiche, si uniscono mondi.

Già perchè negli smartphone di ciascuno si trova un universo di musiche varie, brani pop, rap, occidentali e non.

Chiaramente non tutti sono sempre disponibili a mettersi in gioco, a lasciarsi andare, a condividere la propria musica.

È difficile mettere d’accordo più teste, far concertare culture diverse ma proprio da qui parte lo stimolo del creare ponti e avvicinare.

 

Una band come un laboratorio sperimentale che si fa testimonianza di un fatto epocale, quello dell’immigrazione. "In tutta Europa, la sensazione che si prova una volta varcate le porte dei centri, è sempre la stessa: un forte isolamento dal resto della società. Certo, le strutture del nord Europa funzionano meglio di quelle dei Paesi del Mediterraneo, ma anche lì i migranti vengono abbandonati a loro stessi. Non esistono", spiega Marco Bernacchia.

Quello che si cerca di fare, attraverso la musica, è ridare anima a posti in cui vige l’isolamento e la frustrazione della spersonalizzazione.

Nelle jam session di Stregoni è l’essere umano che è il protagonista non il suo passato, nè quello che ha perso.

“L’aspetto più interessante per noi, è che la maggiorparte dei ragazzi, diversi tra loro, per estrazione culturale, studi e professionalità, amano il Paese in cui sono sbarcati. Nei nostri concerti italiani, capita spesso di vedere qualche ragazzo con la bandiera tricolore o la maglia della nazionale”, raccontano i due musicisti genitori del progetto.


commistióne s. f. [dal lat. tardo commixtio -onis, der. di commixtus: v. commisto]. – 1. letter. Unione, fusione, mescolanza di due o più cose o elementi.

Nella liturgia della messa, l’unione delle due specie, del pane e del vino, che il sacerdote compie, poco prima della Comunione, lasciando cadere nel calice un frammento dell’ostia consacrata, dopo averla spezzata.

Dunque, lasciate cadere dal vostro cuore un po’ di commistione.

 

 

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